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Autodidatti alla riscossa
Web - In rete troviamo tutto il sapere necessario per imparare quello che
vogliamo, rendendo di fatto inutile la mediazione della scuola, istituzione resa
obsoleta dall'accesso simultaneo a innumerevoli fonti di sapere. Una
provocazione? Certo, ma ancora per poco: dipende da quanto tempo ci vorrà perché
insegnanti e legislatori si accorgano che in un mondo in cui il testo digitale
assume sempre più importanza, basare la formazione sulla sola carta stampata -
cioè su una unica versione dei fatti esposta in forma sequenziale - è quantomeno
rischioso.
Il rischio principale non è tanto quello di perdere allievi per strada - c'è
sempre un obbligo di legge - quanto quello di perdere di vista il vero scopo
dell'istruzione oggi: non tanto e non solo trasferire nozioni, quanto fornire
quel bagaglio di strumenti per imparare a imparare, anche da soli, quello che
c'è bisogno di sapere.
Un mio articolo della scorsa settimana ha scatenato la reazione orgogliosa e
giustificata di chi ha imparato da solo a programmare, segnale evidente di
quanto spesso la mediazione degli insegnanti sia completamente inutile, per non
dire dannosa. Quanti sviluppatori che conoscete sono laureati in informatica?
Che correlazione c'è tra la professione scelta e il percorso di studi compiuto?
Quante volte avete ringraziato mentalmente i vostri insegnanti per qualcosa che
vi è stato utile nella vita quotidiana?
Come sta gestendo la scuola italiana il popolo di navigatori che è in grado, se
appena appena ne ha voglia, di trovare venti versioni diverse della storia
raccontata dai libri di testo? Perché viviamo ancora una realtà in cui sapere
scientifico e sapere umanistico sono rigidamente divisi in caste che si annusano
sospettosamente senza comunicare? Se a undici anni dovessimo fare il nostro
piano di studi personale, cosa sceglieremmo di studiare? E in che ordine?
Le informazioni sono in rete, alla portata di tutti. La capacità di assimilarle,
collegarle, confrontarle, discuterle, comprenderle è innata per pochi fortunati,
da coltivare per la stragrande maggioranza delle persone. Se la scuola non si
attrezza per allenare le menti, invece di limitarsi a riempirle, corre il
rischio, nel medio periodo, di perdere non solo importanza, ma anche autorità. È
pensabile una cattedra meno informata dei banchi?
Articolo preso da:
Punto Informatico